Prato seminato

Prato seminato

Un bel prato seminato è il sogno di molti, anzi: di tutti. Chi non ha mia sognato un prato verde, sano, uniforme e perfettamente calpestabile? La risposta è scontata e non ci sentiamo di aggiungere altro. Purtroppo, nella realtà, i bei prati seminati sono sempre più rari. Li si incontra nei campi coltivati, dove la bravura degli agricoltori è tale da far schiattare di invidia chiunque provi ad imitarli. Il risultato del prato seminato dipende sempre dalla bravura di chi semina, dalle condizioni del clima e del terreno e dalla qualità dei semi usati. Non meno importante è la preparazione del terreno. La semina del prato comporta infatti una prima fase che prevede proprio l’attenta e accurata preparazione del suolo o del cosiddetto “ letto di semina”.

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Preparazione del terreno

pratoseminato2 Prima di seminare, il terreno va liberato dai detriti e dai resti delle erbacce o delle precedenti coltivazioni. Poi si procede a vangare e scavare delle buche profonde almeno venti centimetri. Dopo questa fase, si aggiunge del concime organico, meglio se letame maturo, che ha l’effetto di rendere fertile il suolo e di favorire la germinazione dei semi. La suddetta operazione va effettuata almeno un mese prima della data prevista per la semina, che in genere si effettua a marzo o a settembre. Trascorsi pochi giorni, si procede a rompere il suolo in zolle usando la zappa manuale o la motozappa. Successivamente, si procede a compattare il terreno con il badile o con un rullo. Per facilitare le operazioni, si consiglia di usare un rullo a motore, più pratico e semplice da spostare. L’operazione finale consiste nella rastrellatura, da effettuare con un rastrello a denti molto lunghi. Questo attrezzo ripulisce il terreno di ulteriori detriti e lascia dei solchi che facilitano l’interramento dei semi.


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    Semina

    La semina del prato può avvenire a settembre o a marzo, dipende dalla situazione climatica e dal tipo di semi scelti. La giornata ideale per la semina è senza vento e senza umidità. I semi di spargono a spaglio, prima in un verso e poi nell’altro, avendo prima cura di mescolarli con un quantitativo di sabbia pari al doppio del volume dei semi. Questa tecnica evita proprio la dispersione dei semi durante il loro spargimento sul terreno. La quantità corretta per seminare è di tre chili di semi ogni cento metri quadri di terreno. In caso di superfici molto grandi, si consiglia di usare una macchina spargi semi. La semina si conclude con la rastrellatura e la rullatura. Il primo procedimento serve a favorire l’interramento dei semi scoperti, che vengono sommersi da circa un centimetro e mezzo di terreno. Questa operazione va fatta il più presto possibile, per evitare che i semi vengano beccati dagli uccelli. Il rullo serve a compattare meglio il terreno e a rendere i semi inaccessibili agli insetti predatori, tra cui le formiche. Il rullo rende il terreno impermeabile all’acqua, favorendone il lento assorbimento. Questa caratteristica facilita la germinazione dei semi.


    Cure

    Appena seminato, il prato va correttamente irrigato. L’acqua non deve mancare, perché serve a mantenere umido il suolo, fattore che stimola la germinazione dell’erba. Fate però attenzione a non creare ristagni idrici, che rischiano di far marcire l’erba ancor prima della sua comparsa. Per un’irrigazione efficace si consiglia un impianto a pioggia, che evita di spezzare i fili d’erba appena nati. L’operazione va effettuata di sera o alle prime luci dell’alba, quando la temperatura esterna è uguale a quella dell’acqua. Quando l’erba raggiunge un’altezza di dieci centimetri, si può procedere al primo taglio. Questa pratica rende il prato seminato uniforme e rafforza i fili d’erba. A primavera bisogna praticare la cosiddetta arieggiatura, che consiste nel praticare dei fori nel suolo per far penetrare meglio l’aria e l’acqua. Per arieggiare il terreno si usa di solito un forcone. A volte, il prato da semina può apparire con degli spazi vuoti o con delle chiazze che rendono evidente il suolo. In questo caso bisogna procedere o alla risemina degli spazi che si diradano o alla concimazione con fertilizzanti a lenta cessione. La risemina va effettuata dopo aver estirpato le eventuali erbe estranee o quelle danneggiate.


    Accorgimenti

    Il prato seminato può apparire perfetto e calpestabile se viene prontamente curato e seguito. Anzitutto bisogna scegliere sementi di qualità e adatte alla condizione climatica dell’area che dovrà ospitare il manto erboso. Con clima umido e fresco meglio usare miscugli di erbe microterme, che resistono alle avversità e alle basse temperature. In zone con clima arido e secco è meglio usare erbe macroterme, adatte a sopportare il calore e la siccità. Il tappeto seminato non va inoltre tagliato troppo basso. Deve anche essere innaffiato ogni tre, quattro giorni e non deve essere calpestato dopo la poggia o le gelate. Appena il prato seminato appare in difficoltà, bisogna intervenire con tutte le cure del caso. L’accumulo di foglie e di detriti va prontamente eliminato: queste sostanze soffocano l’erba impedendo l’assorbimento dell’acqua e il passaggio dell’aria. Ricordatevi anche di estirpare le erbe infestanti, che tolgono nutrimento all’erba facendola ammalare prematuramente.



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