impianto irrigazione interrato

Gli irrigatori a scomparsa sono i dispositivi idraulici usati nell’impianto di irrigazione interrato, dove i tubi che costituiscono la linea principale sono nascosti all’interno di uno scavo del terreno. La loro principale caratteristica è di essere anch’essi nascosti a livello del terreno, in modo da non risultare visibili allo sguardo, e di sollevarsi dalla base del suolo non appena erogano il getto d’acqua per poi rientrare nella posizione originaria al termine dell’innaffiatura. Questi irrigatori sono formati da due cilindri concentrici, di diverse dimensioni, in cui il più piccolo costituisce la parte che si solleva sotto la spinta del getto d’acqua. Gli irrigatori a scomparsa sono adatti ad irrigare sia medie che piccole superfici. In commercio esistono sia in versione statica che dinamica. Entrambe le tipologie vengono dette irrigatori pop-up per via della caratteristica di sollevarsi e di rientrare seguendo la ritmica del getto irrigante. Gli irrigatori a scomparsa statici servono per bagnare un’area fissa, ... continua

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      prosegui ... , in quanto non muniti di una testina rotante, mentre quelli dinamici con testina rotante permettono di bagnare ampie superfici circolari.

      Gli irrigatori a scomparsa dinamici, nel sistema di irrigazione interrato, permettono di irrigare ampie superfici, come orti e giardini che necessitano di irrigazione a lunga gittata, compresa tra 15 e 30 metri. Hanno la stessa caratteristica già indicata per gli irrigatori a scomparsa, cioè trovarsi a livello del terreno e sollevarsi durante il getto sotto la spinta della pressione dell’acqua per tornare a nascondersi poco dopo. L’ampiezza del getto è regolabile tramite la testina rotante o ugello che con determinati movimenti rotatori, permette di impostare l’ampiezza dell’angolo di irrigazione che può essere di 90, 180 o 360 gradi. L’utilizzo di una chiavetta permette, su alcuni modelli di irrigatori, di impostare anche angoli con ampiezze intermedie tra 40 – 45 gradi. Il funzionamento degli irrigatori a scomparsa dinamici avviene grazie ad una turbina, cioè un motore che crea l’effetto di rotazione dell’ugello, infatti sono chiamati anche irrigatori a scomparsa a turbina o turbodinamici. Per evitare sprechi di acqua o getti irriganti inefficaci bisogna scegliere gli ugelli con il diametro corrispondente alla gittata. Se questa sarà notevole, anche il diametro della testina ( ugello) dovrà essere più grande. Per trovare gli irrigatori dinamici adatti al fabbisogno di irrigazione della superficie interessata bisognerà tenere conto non solo delle distanze della gittata, ma anche delle misure totali dell’area, della pressione e della portata dell’acqua.

      Gli irrigatori a scomparsa o pop-up statici, come suggerisce lo stesso termine, non sono dotati di capacità di movimento o di rotazione, o meglio sono sprovvisti di testina rotante, mentre erogano il getto d’acqua attraverso una testina fissa. Gli irrigatori a scomparsa statici, nel sistema di irrigazione interrato, servono a bagnare piccole superfici, come giardini e prati di dimensioni ridotte e di varie forme, con gittate non superiori ai 5 metri. Anche gli pop-up statici, come tutti gli irrigatori a scomparsa, si sollevano dal terreno sotto la spinta del getto per poi rientrarvi appena hanno terminato l’innaffiatura. Permettono di regolare la forma e l’ampiezza dell’angolo del getto per bagnare in maniera efficace la superficie interessata. Molti pop-up statici supportano oltre 100 ugelli differenti. Con questi si possono impostare ampiezze da zero a 360 gradi o ampiezze fisse a 350 gradi, ma è anche possibile regolare le ampiezze a 90 e 180 gradi. In tal modo si potranno bagnare porzioni semi circolari o totalmente circolari. Per le piccole superfici quadrate e rettangolari esistono pop-up statici con testine della stessa forma. I pozzetti, detti anche custodie, sono dei contenitori dove alloggiare i principali dispositivi e gli accessori dell’impianto di irrigazione interrato, quindi tubi, programmatori, elettrovalvole ecc. Permettono di ispezionarne e controllarne lo stato e di effettuare tutte le necessarie operazioni di manutenzione. Hanno diverse forme, dalle più squadrate a quelle ovali. Sono realizzati in resine polimeriche resistenti ai raggi UV ed all’azione delle intemperie. La loro colorazione li rende facilmente mimetizzabili con la superficie del prato o del manto verde. I pozzetti sono formati dalla custodia di alloggio dei vari accessori idraulici e da un coperchio, verde o nero, detto chiusino, che serve a proteggere il contenuto dagli agenti esterni per garantirne la durata. I polimeri dei pozzetti devono essere di ottima qualità per permettere di proteggere il contenuto, ma anche per resistere all’azione del calore e del gelo. Forma e dimensioni dei pozzetti devono permettere il facile e comodo inserimento dei dispositivi dell’impianto. I pozzetti possono essere con attacco al rubinetto o senza attacco. I primi, generalmente, hanno una forma circolare.Un impianto di irrigazione interrato prevede, appunto, l’interramento dei tubi all’interno di uno scavo. Tale soluzione si presenta particolarmente indicata per irrigare il giardino, dove conta molto, non solo la cura delle piante, ma anche il risultato estetico. Questo risultato viene garantito proprio dall’irrigazione interrata, dove i tubi vengono nascosti sotto il terreno. Un simile impianto, però, va accuratamente ed attentamente progettato per adattarlo alla superficie irrigabile, alla specie di piante e per scegliere tutti i componenti necessari a farlo funzionare. La fase di progetto inizia riportando su carta una planimetria della superficie irrigabile, indicando l’esatta posizione delle piante da innaffiare. La planimetria, in scala, verrà suddivisa in zone, il cui numero salirà proporzionalmente all’ampiezza della superficie stessa. Queste zone permetteranno di individuare il percorso dello scavo dove interrare i tubi e dove posizionare gli irrigatori a scomparsa. Durante la definizione della planimetria bisognerà anche prevedere delle aree in cui apportare successive modifiche come l’aggiunta di ulteriori specie vegetali. I dati da riportare nello schema planimetrico dovranno anche comprendere la pressione e la portata dell’acqua che permetterà di scegliere gli accessori con le caratteristiche di funzionamento adatte ai valori indicati.


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