Il nascondino è un gioco che richiede ampi spazi aperti. Si può giocare in un parco pubblico, nel cortile della scuola, ma anche in giardino, se lo spazio è sufficiente. Si può giocare in campagna o in luoghi all’aperto che non presentano rischi di traffico e di passaggio di automezzi. In campagna deve essere presente almeno un adulto che vigili sui bambini per evitare che cadano o si facciano male durante il gioco. La campagna è solitamente un parco pubblico, un’area attrezzata, un bosco, dove i bambini si recano con i genitori per consumare degli allegri pic nic. Mentre gli adulti preparano da mangiare i bimbi si divertono e si distraggono giocando a nascondino. Non è necessario che i bimbi si conoscano tra loro, durante la scampagnata si possono coinvolgere anche i bambini della comitiva che frequenta lo stesso parco.
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Il nascondino è un gioco dalle origini antiche e rappresenta la variante del rimpiattino che veniva giocato anche dagli adulti. Anche per questo gioco si trovano delle origini relative alla nobiltà del Settecento, dove gruppi di aristocratici, uomini e donne, giocavano a nascondersi negli antri di immense ville e giardini per farsi trovare dal potenziale innamorato. Rappresentava una forma di socializzazione tra uomini e donne, finalizzata all’instaurarsi di una relazione amorosa. Le regole sono le stesse, ma cambiano le finalità. Anche gli spazi del gioco devono essere molto grandi, come accadeva in passato, perché è necessario poter trovare diversi nascondigli per nascondersi. L’elevato numero di partecipanti di questo gioco rende sconsigliabile l’utilizzo di piccoli spazi interni.
Il nascondino prevede diverse varianti. Una di queste comprende l’uso di un pallone che si colpisce per mandarlo il più lontano possibile in modo da consentire, ai ragazzi trovati, di liberarsi e scappare. In alcune varianti chi viene scoperto può anche essere squalificato dal gioco, in altre l’ultimo che riesce a toccare la tana libera tutti gli altri, in altri ancora, chi viene scoperto per primo dovrà assumere il ruolo dell’accecato, in altri, il gioco termina quando sono stati trovati tutti i partecipanti. La scelta dell’accecato viene fatta su base volontaria o tramite estrazione a sorte. Anche la durata della conta può cambiare. Generalmente si conta fino a 20, ma se i ragazzi che partecipano al gioco sono molti di più, si può contare anche fino a 30 e oltre.
Nascondino è un gioco adatto a bambini in età scolare, ma anche adolescenziale, si può giocare a nascondino anche a 14 anni. Il periodo migliore è la stagione primaverile, quando il clima mite e l’allungamento delle giornate spingono i ragazzi ad uscire più facilmente di casa. Per aumentare il divertimento sarebbe ideale scegliere luoghi diversi, in modo da sperimentare nascondigli sempre nuovi e difficili da trovare per chi dovrà scoprirli. Della scelta del luogo va sempre informato un adulto che deve essere presente durante lo svolgimento dello stesso. Nel caso del gioco coordinato dagli insegnanti, questi saranno certamente presenti e coordineranno anche la spiegazione delle regole. Se il gioco si svolge al di fuori dell’ambito scolastico è sempre consigliabile la presenza di un genitore, specie se i bambini sono ancora piccoli. L’adulto potrà anche consigliare ai ragazzi nascondigli più sicuri, ma anche meno pericolosi, in modo che evitino di farsi male. Anche la spiegazione delle regole del gioco può essere affidata ad un genitore che potrà anche coordinare l’estrazione a sorte di chi dovrà assumere il ruolo dell’accecato. Per i bambini più grandi queste cose possono anche essere concordate tra loro. Lo scopo del gioco , è, infatti, principalmente quello di favorire la loro socializzazione. La presenza vigile dell’adulto può servire ad individuare tra i partecipanti bambini che hanno difficoltà ad integrarsi nel gioco o a relazionarsi con i compagni o che non sanno trovare dei nascondigli. L’adulto dovrà, in questo caso, rassicurarli e guidarli a trovare il nascondiglio ideale, per aiutarli ad integrarsi nelle dinamiche del gioco e nella socializzazione con i compagni.
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