Progettare un giardino Zen

Storia e definizione

Il termine giardino Zen indica uno spazio abitabile derivante dall’antica cultura giapponese. Sembra che in tempi remoti i nobili del Sol Levante amassero trascorrere momenti di relax e di meditazione in giardini dalle forme sinuose ed asimmetriche. Il termine è stato coniato per riferirsi anche ai giardini dove i monaci buddisti praticavano le antichissime arti della meditazione e della preghiera. Eppure questi riferimenti sono un po’ controversi perché alcuni esperti giardinieri giapponesi e monaci Zen avrebbero rivelato che il giardino omonimo sia stato in realtà introdotto dalla cultura occidentale del XX secolo. I monaci Zen giapponesi amavano pregare in luoghi chiusi, di fronte a un muro simboleggiante la leggerezza del nulla. I giardini Zen che si presume siano stati introdotti dalla cultura occidentale sono quelli secchi, cioè privi di acqua che è facile ritrovare nei pressi di abitazioni, alberghi e ristoranti. In ogni caso i giardini orientali esistono e non sono solamente quelli definiti come secchi, ma anche altri, con caratteristiche a volte differenti tra loro, a volte univoche ed inconfondibili.
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Caratteristiche del giardino Zen

Zen2 Luogo del relax per eccellenza, il giardino ispirato alla cultura orientale si caratterizza da altri stili, per la sua capacità di disporre i complementi di arredo in maniera totalmente asimmetrica, al fine di ampliare l’orizzonte visivo di chi decide di trascorrervi dei tranquilli pomeriggi o sere d’estate. La simmetria degli oggetti nella tradizione orientale, indica qualcosa di totalmente asettico ed artificioso,, mentre la disposizione delle cose senza ordine predefinito richiama la casualità degli eventi e la naturalezza della vita. Altre peculiarità del giardino Zen , sono la disparità, il contrasto e la natura. Per rappresentare la caratteristica della disparità gli elementi vengono associati tra loro in numeri dispari e disposti per rappresentate la forma di un triangolo che nella cultura orientale indica la perfezione. Il contrasto viene ottenuto accostando complementi d’arredo di diversa natura, colore , altezza e dimensioni. Si inseriscono, dunque, oggetti alti seguiti da cose basse, un laghetto vicino alla roccia. Ultimo, ma fondamentale elemento di un giardino Zen, è la natura, o meglio l’aggiunta di elementi, materie prime e complementi d’arredo che evocano la composizione degli elementi naturali. E’ quest’ultimo aspetto che dona allo spazio giardino di una semplice abitazione, l’aspetto di un ampio ed indefinito sentiero dove percorrere strade senza fine e senza tempo. Il visitatore avrà l’impressione di trovarsi di fronte ad un locale spazioso, dove potrà trovarsi facilmente a suo agio. Per ottenere questi effetti lo spazio del giardino ad ispirazione orientale potrà arricchirsi di piccoli ponti, lanterne in pietra, arbusti e piante.

  • foto giardino zen Il giardino zen è uno spazio naturale esterno tipico della cultura orientale giapponese. Si caratterizza per la sua semplicità ed essenzialità e per la disposizione apparentemente casuale degli elemen...

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Composizione delle materie prime di un giardino Zen

Gli elementi della natura che non devono mai mancare in un giardino Zen sono la pietra, la ghiaia e l’acqua. La pietra serve ad ampliare gli spazi del giardino ed a dare loro un aspetto che richiama fortemente gli elementi della natura. Si presenta sotto forma di grandi rocce che evocano le catene montuose. La ghiaia è il materiale che si forma dalla frantumazione della roccia compatta, resistente al gelo , non solubile in acqua e non polverosa. La trasformazione della pietra rocciosa in ghiaia avviene dopo milioni di anni. I risultati sono piccole pietre o granuli dette anche pietrisco o ghiaia di diversa forma e dimensione. Esiste la ghiaia piccola, media e grossa. In un giardino Zen la ghiaia può anche sostituire l’acqua e di solito ha l’aspetto chiaro ( grigio o bianco). Si utilizza per creare percorsi ondulati e privi di spigoli che raffigurano disegni e forme sempre ispirate ai principi degli elementi naturali con riferimento a quelli terrestri e celesti. Altro affascinante elemento di un giardino Zen, l’acqua, getti sfavillanti e zampillanti che non hanno nulla a che vedere con quelli statici e standard delle piscine dei giardini occidentali.


L’acqua in un giardino Zen

Nei giardini Zen , la presenza della piscina è assolutamente vietata, perché segno di simmetria, che nella cultura orientale vuol dire qualcosa di artificioso ed artefatto. Può un elemento inodore, insapore ed incolore come l’acqua, essere incorporato in un giardino Zen, senza bisogno di realizzare una costosa piscina? La risposta è sicuramente sì. L’acqua del giardino Zen viene utilizzata per creare laghetti o piccole cascate. Per implementarli vengono usati stampi preformati, prodotti dalle aziende produttrici di vasche e piscine o realizzati appositamente da aziende specializzate nella progettazione di arredo da giardino. Molto suggestive sono le vasche in pietra che richiamano perfettamente il senso della natura evocato dal giardino Zen.


Progettare un giardino Zen: Vasche in pietra

Anticamente e sempre nella tradizione orientale venivano usate per purificarsi, prima di assistere alla cerimonia del te. Attualmente svolgono un’esclusiva funzione ornamentale. Esistono diversi tipi di vasche, le più rustiche dette Chozubachi, piuttosto alte e fatte per impedire che il terreno diventi fangoso e le Tsukubai, più raffinate e più basse delle precedenti, sono circondate da pietre su cui si può appoggiare una lanterna.


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