Pulizia di fondo a fine stagione: sgombero, fughe e detergenti giusti
Prima di pensare a oli o protettivi, il decking ha bisogno di una pulizia di fondo, perché è lo sporco lasciato sulle doghe durante l'inverno a fare i danni maggiori. Togli mobili, vasi e tappeti da esterno, poi passa una scopa a setole morbide e libera le fughe tra le tavole da foglie, aghi e sabbia: è lì che l'umidità ristagna, e con il gelo i residui compattati impediscono all'acqua di scolare. Per le fughe più strette ti aiuta una spatola di plastica o un vecchio pennello a setole dure, mai una lama di metallo. Lava poi la superficie con acqua tiepida e un sapone neutro, strofinando con una spazzola in nylon nel senso delle venature e risciacquando bene con il tubo da giardino, così da non lasciare residui che attirano altro sporco. Evita candeggina e detergenti a base di cloro, le spugne abrasive e il getto di vapore: aggrediscono lo strato superficiale sia del composito sia del legno, e ciò che usi finisce comunque nelle aiuole. L'idropulitrice va bene sul WPC se la tieni a bassa pressione, intorno agli 80 bar, e a una ventina di centimetri dalla doga; sul legno usala con ancora più cautela, perché un getto troppo vicino solleva le fibre e rende la tavola ruvida e più assorbente.
Decking in WPC: alghe, macchie e drenaggio delle fughe
Il WPC, il composito di fibre di legno e polimero, non va né oliato né verniciato, e questo semplifica molto la preparazione all'inverno di un decking. Ciò che invece merita attenzione è la patina verdastra di alghe e muschio che si forma nelle zone in ombra o dove l'aria circola poco, perché con le temperature in calo e l'umidità costante tende ad allargarsi e rende la pedana scivolosa. Trattala con acqua, detersivo delicato e una spazzola morbida; se la macchia è organica, spesso sole e pioggia finiscono il lavoro nelle settimane successive, perché lo strato esterno a bassa porosità impedisce allo sporco di penetrare. Approfitta della pulizia per verificare che l'acqua defluisca davvero: le doghe in WPC si dilatano e si ritirano con la temperatura, quindi le fughe devono restare libere e la pendenza della sottostruttura deve portare l'acqua lontano. Se noti ristagni in un punto, controlla che non sia una clip di fissaggio allentata o un magatello che ha ceduto. Eliminare l'acqua stagnante prima del gelo riduce le tensioni nel materiale e ti evita di ritrovare a primavera doghe che si sono mosse o bordi scheggiati.
Decking in legno: quando e come applicare l'olio protettivo prima del freddo
Con il legno il discorso cambia: larice, pino impregnato, frassino termotrattato o essenze come teak e ipé assorbono acqua e, se la superficie è secca e ingrigita, l'umidità invernale entra in profondità e favorisce fessurazioni e muffe. Dopo il lavaggio lascia asciugare la pedana per qualche giorno di tempo asciutto e fai la prova della goccia: se l'acqua viene assorbita subito invece di restare in superficie, la protezione precedente è esaurita e conviene rinnovarla. Scegli un olio per decking da esterno nella tonalità già usata, così eviti differenze di colore tra le zone più esposte e quelle coperte. Applica l'olio con tempo stabile, su legno perfettamente asciutto e nel rispetto delle temperature minime indicate dal produttore, perché un fondo umido o freddo impedisce la penetrazione e lascia una pellicola appiccicosa. Stendi un velo sottile con pennello o tampone seguendo la venatura, aspetta i tempi di assorbimento e togli l'eccesso con uno straccio, altrimenti la superficie resta lucida e trattiene lo sporco. Se l'autunno è già avanzato e piovoso, è più prudente rinviare l'oliatura a primavera e limitarsi alla pulizia: un trattamento steso su legno umido si scrosta e va rifatto.
Sottostruttura, neve e controlli durante l'inverno
La parte del decking che soffre di più il freddo spesso non si vede: è la sottostruttura di magatelli e piedini su cui poggiano le doghe. Prima dell'inverno, dove è possibile, solleva una tavola di bordo o guarda dal perimetro e verifica che i travetti siano integri, che i piedini regolabili siano stabili e che sotto non si siano accumulate foglie e terra che tengono il legno bagnato. Controlla anche viti e clip: una testa sporgente o un fissaggio lasco si aggravano con il gelo e le dilatazioni, e sistemarli ora costa pochi minuti. Alza i vasi su piedini o rotelle, perché il sottovaso a contatto con la doga lascia aloni e, sul legno, una zona scura dove le fibre marciscono. Durante i mesi freddi togli la neve con una pala di plastica, spingendo nel senso delle doghe, e lascia che il ghiaccio si sciolga da solo invece di romperlo con attrezzi di metallo. Evita il sale antigelo, che sul legno lascia aloni e secca le fibre. Quando il tempo lo permette passa la scopa per non far accumulare foglie bagnate, e non lasciare tappeti da esterno stesi per settimane, perché trattengono l'umidità proprio dove non la vedi.





