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Bordure perenni all'inglese: cosa piantare e dividere in autunno

Aggiornato il 10 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è il momento giusto per lavorare in bordura

Perché l'autunno è il momento giusto per lavorare in bordura

L'autunno è il periodo in cui le bordure perenni all'inglese si lasciano lavorare meglio: il terreno conserva ancora il calore accumulato in estate, le piogge tornano regolari e l'aria si raffredda, così le radici hanno settimane per insediarsi mentre la parte aerea rallenta. Una perenne messa a dimora adesso arriva alla primavera già ancorata e parte con un vantaggio che una pianta interrata a marzo deve recuperare in corsa, spesso chiedendoti molta più acqua nei primi caldi. La finestra utile va in genere da fine settembre a inizio novembre, finché la terra si lavora senza impastarsi. Se il tuo suolo è argilloso e tende a ristagnare, verifica lo sgrondo prima di piantare: in un terreno che resta saturo tutto l'inverno le radici giovani soffrono più che per il freddo, e conviene ammendare la zolla con sabbia grossa e compost maturo, oppure rialzare l'aiuola di qualche centimetro. Nelle zone interne, dove le gelate arrivano presto, anticipa di due o tre settimane.

Cosa piantare: sfondo, centro e bordo della mixed border

Prima di comprare le piante decidi il disegno: anche due metri di lunghezza per ottanta centimetri di profondità bastano per una mixed border credibile, purché rispetti le tre fasce. Sullo sfondo vanno le specie oltre gli ottanta centimetri, che danno struttura e profondità: Miscanthus sinensis per il movimento delle infiorescenze, Verbena bonariensis per i fiori sospesi e trasparenti, Thalictrum delavayi per la nuvola viola. Al centro, tra i quaranta e gli ottanta centimetri, metti le perenni che portano la fioritura da maggio a ottobre: Salvia nemorosa per l'inizio della stagione, Echinacea purpurea e Rudbeckia fulgida per l'estate piena e il primo autunno, i Penstemon per la continuità. Il bordo basso, sotto i quaranta centimetri, chiude il profilo e nasconde la base spoglia delle piante alte: Alchemilla mollis, Nepeta × faassenii che ricade morbida sul vialetto, Stachys byzantina per il grigio argentato, Heuchera per il fogliame che resta anche d'inverno. Pianta a gruppi dispari di tre o cinque esemplari e ripeti lo stesso gruppo due o tre volte lungo la bordura: è la ripetizione che tiene insieme la composizione.

Quali perenni dividere e come separare i cespi

La divisione è l'altra metà del lavoro autunnale, e riguarda i cespi che hai già: dopo tre o quattro anni molte perenni si spogliano al centro, fioriscono meno e invadono le vicine. Intervieni su una zolla inumidita il giorno prima, scalza il pane di terra con una forca anziché con la vanga per non tranciare le radici, poi separa le porzioni facendo leva con due forche contrapposte; per i rizomi compatti usa un coltello pulito e bene affilato. Scarta la parte centrale esaurita e conserva i settori esterni, quelli con radici chiare e tre o cinque gemme ciascuno. In autunno si lasciano dividere senza difficoltà geranium, hemerocallis, hosta, achillea e i cespi ormai larghi di Alchemilla mollis. Rimetti a dimora subito, alla stessa profondità di prima, con il colletto a filo del terreno: se lo interri troppo marcisce. Comprimi la terra attorno con le mani, annaffia abbondantemente anche se il cielo promette pioggia e tieni le porzioni in eccesso in vaso, all'ombra: ti serviranno per ripetere i gruppi lungo la bordura, che è il modo meno costoso di ottenere continuità.

Pacciamatura, steli secchi e cosa rimandare alla primavera

Nelle settimane successive il lavoro si riduce a poco, ma quel poco conta. Distribuisci una pacciamatura di compost maturo o corteccia fine per quattro o cinque centimetri, tenendola lontana dal colletto delle piante nuove, così limiti le infestanti e proteggi le radici dalle gelate. Non ripulire tutto: gli steli secchi di echinacea, sedum e graminacee reggono bene l'inverno, danno disegno alla bordura nei mesi vuoti e offrono semi agli uccelli; taglierai a fine febbraio, quando spuntano i nuovi getti. Qualcosa conviene invece rinviare. Le graminacee come il Miscanthus si dividono meglio a primavera, quando la terra si riscalda, e lo stesso vale per Penstemon, Salvia nemorosa e aster se il tuo inverno è umido e il terreno pesante. Segna con etichette ciò che hai piantato e dove: a marzo, con la bordura ancora spoglia, ti eviterà di zappare sulle gemme appena mosse.

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