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Copertura invernale piscina: a rete, a barre o telo opaco?

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Copertura a rete: leggera ed economica, ma non trattiene la polvere

Copertura a rete: leggera ed economica, ma non trattiene la polvere

La copertura invernale piscina a rete è la soluzione più semplice tra le tre: una maglia in polietilene o polipropilene tesa sopra la vasca e sostenuta da tiranti elastici agganciati a pioli fissati nel bordo. Il suo compito è fermare foglie, rametti e corpi grossolani, mentre pioggia e neve sciolta passano attraverso la maglia e finiscono in piscina. È leggera, si stende in due persone senza fatica e costa meno delle altre tipologie, caratteristiche che la rendono interessante se la vasca è circondata da alberi e il problema principale sono le foglie d'autunno. Il limite sta in ciò che la maglia lascia passare: polvere, terriccio e pollini scendono in acqua insieme alla pioggia, per cui in primavera devi prevedere una pulizia del fondo più impegnativa e spesso un ricambio parziale dell'acqua. Valuta la rete se accetti di riaprire con un trattamento d'urto e se nella tua zona l'acqua non è una risorsa da conservare con cura; se invece vuoi ritrovare la vasca quasi pronta, le due soluzioni che seguono fanno di più.

Telo opaco impermeabile: conserva l'acqua, ma attento alla pioggia

Il telo opaco è una copertura invernale in PVC rinforzato, impermeabile all'acqua e ai raggi ultravioletti, che si tende sopra la vasca con tiranti elastici oppure si appesantisce lungo il perimetro con tubolari riempiti d'acqua. Chiudendo completamente la superficie blocca la luce, e senza luce le alghe non riescono a svilupparsi anche con un dosaggio ridotto di prodotti; l'acqua sottostante resta protetta da sporco e pioggia e in primavera può essere riutilizzata con un semplice riequilibrio. Il bordo deve essere pulito e senza spigoli vivi, perché il telo lavora in tensione per tutto l'inverno. Il punto debole è la pozzanghera che si forma al centro quando piove a lungo: va svuotata con una piccola pompa sommergibile, altrimenti il peso tira sui fissaggi e il telo si deforma. Alcuni modelli risolvono il problema con una finestra centrale in rete drenante, ma in questo caso l'acqua piovana, e la sporcizia che trascina, finisce comunque in vasca e il vantaggio del telo chiuso si riduce. A fine stagione lavalo, lascialo asciugare bene e riponilo piegato in un luogo asciutto: durerà molte stagioni.

Copertura a barre: calpestabile, sicura e utilizzabile tutto l'anno

La copertura a barre unisce un telo in PVC rinforzato a una serie di barre trasversali in alluminio inserite in tasche cucite a intervalli regolari, che appoggiano sui due bordi lunghi della vasca. Le barre scaricano il peso sul bordo invece che sui fissaggi, perciò la copertura regge la neve, non forma la pozzanghera centrale e sopporta il passaggio accidentale di un bambino o di un animale domestico: se cerchi anche una protezione contro le cadute, chiedi al rivenditore che sia certificata come copertura di sicurezza e che le cinghie con cricchetto siano fissate ai pioli su entrambi i lati. È la più costosa delle tre e la più pesante, ma si arrotola con una manovella e si può usare ogni sera anche in estate, limitando evaporazione e dispersione di calore; per questo i rivenditori la chiamano spesso copertura quattro stagioni. Prima di sceglierla verifica che la piscina sia rettangolare o comunque con due lati paralleli, che il bordo sia piano e largo abbastanza per l'appoggio delle barre e che ci sia spazio a fondo vasca per il rotolo quando la copertura è aperta.

Come scegliere: acqua da conservare, forma del bordo, clima e sicurezza

Per decidere tra le tre tipologie parti dall'acqua: se vuoi riutilizzarla in primavera e ridurre i prodotti chimici, la rete è da escludere e la scelta si restringe al telo opaco o alle barre. Poi guarda la forma della vasca e il bordo. Un telo o una rete si adattano anche a piscine a fagiolo o con scala romana, basta ordinarli su misura; la copertura a barre vuole lati paralleli e un bordo di appoggio solido. Considera anche il materiale del bordo: su legno o pietra già posata i pioli vanno forati con cura, mentre su una fuori terra con pareti in acciaio i tiranti si ancorano a picchetti nel terreno invece che al bordo. Il clima della tua zona conta quanto il resto. Dove nevica spesso le barre sono l'unica soluzione che non chiede di intervenire dopo ogni nevicata; in un giardino ventoso serve un fissaggio continuo lungo tutto il perimetro, non solo ai quattro angoli. Infine la sicurezza: rete e telo tengono fuori lo sporco ma non reggono una persona, quindi se in casa ci sono bambini piccoli orientati verso una copertura certificata e, qualunque sia la scelta, controlla la tensione dei fissaggi dopo le prime perturbazioni dell'autunno.

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