Gas o elettrica: come scaldano e cosa cambia sul terrazzo
Una stufa da esterno a gas funziona con una bombola di GPL e una fiamma che scalda un elemento radiante: nel fungo riscaldante il calore parte dall'alto e un riflettore lo rimanda verso il basso su tavolo e sedute, mentre nella piramide la fiamma sale dentro un tubo di vetro e fa anche luce. Non ha bisogno di corrente, quindi la sposti dove serve, e offre una potenza che i modelli elettrici non raggiungono. In cambio devi tenere una bombola a portata di mano e sostituirla quando finisce. Una stufa elettrica da esterno, nella maggior parte dei casi a infrarossi, si collega a una presa e scalda subito le persone e gli oggetti che ha davanti, senza dover riscaldare l'aria. Non ha fiamma, non brucia nulla e si spegne con un interruttore. Esiste a colonna, a parete o da fissare al soffitto del balcone, così libera il pavimento. Sul terrazzo la differenza vera sta qui: se vuoi autonomia e tanta potenza su uno spazio aperto, pensa al gas; se hai una presa adeguata vicino e uno spazio raccolto, l'elettrica ti semplifica la vita.
Potenza, metri quadrati e vento: quanto calore serve davvero
All'aperto il calore si disperde in fretta, quindi prima di guardare il design parti dalla superficie da scaldare e da quanto è esposto il terrazzo. Le stufe a gas da esterno offrono di solito tra 6 e 14 kW: un fungo da circa 8 kW copre la zona di un tavolo, mentre i modelli da 12-13 kW dichiarano aree che vanno da circa 18 fino a circa 30 metri quadrati, a seconda del produttore e della forma. Verifica sempre l'area indicata nella scheda tecnica e, se il terrazzo prende vento, scegli una potenza abbondante, perché la regolazione ti permette poi di abbassarla. I riscaldatori elettrici si fermano in genere intorno ai 2000 W per apparecchio, una potenza molto inferiore che però lavora in modo diverso: il calore radiante arriva diretto a chi sta nel raggio dell'apparecchio, quindi rende bene su una zona circoscritta, come il tavolo sotto una tettoia o il divanetto in un angolo riparato. Su un terrazzo grande e aperto un solo elemento elettrico non basta e conviene prevederne più di uno, oppure passare al gas. Se invece il tuo spazio è un balcone di pochi metri, l'elettrica a parete scalda quello che serve senza occupare un pezzo di pavimento.
Sicurezza e vincoli: bombola, ventilazione e tende sopra la testa
La scelta tra gas ed elettrico si gioca molto sulla sicurezza, perché il terrazzo non è sempre uno spazio davvero aperto. Una stufa a gas ha una combustione e richiede aria che circola: su un balcone chiuso da vetrate, in una veranda o sotto un telo che arriva fino a terra non va usata, sia per il rischio di accumulo di monossido di carbonio sia perché la struttura sopra si scalda troppo. Sotto una tenda o un gazebo, se proprio vuoi il gas, orientati su un modello basso con diffusore e rispetta le distanze indicate dal costruttore. Controlla che ci sia la valvola anti-ribaltamento, tieni la bombola lontana da fonti di calore e dal sole diretto e ricorda che le bombole di GPL rientrano nelle norme antincendio su quantità e stoccaggio; in condominio vale la pena leggere il regolamento prima dell'acquisto. L'elettrica elimina fiamma e bombola, ma chiede una presa esterna con grado di protezione adeguato e una linea in grado di sostenere la potenza dell'apparecchio, senza prolunghe improvvisate. Se la zona è esposta alla pioggia, cerca un modello con protezione IP65, che sopporta anche una pioggia leggera. In entrambi i casi lascia spazio libero attorno al corpo riscaldante e non appoggiare mai tessuti o cuscini vicino alla griglia.
Costi d'uso, ingombro e manutenzione: quale conviene per il tuo terrazzo
Sul costo di esercizio il gas è più economico a parità di calore prodotto: un fungo da circa 12 kW alla massima potenza consuma intorno a 0,9 kg di GPL all'ora, quindi una bombola da 15 kg copre diverse serate, con una spesa che dipende dal prezzo della ricarica e da quanto tieni alta la fiamma. L'elettrica da 2000 W costa di più per ogni ora di calore, ma di rado resta accesa a lungo: la accendi quando ti siedi e la spegni quando rientri, senza sprechi di avvio. Per un uso saltuario in uno spazio piccolo la differenza di spesa si assottiglia, mentre per chi scalda spesso un terrazzo ampio il gas resta più conveniente. Pesa poi l'ingombro: un fungo o una piramide a gas arriva vicino ai due metri di altezza, con la bombola diventa pesante e d'inverno va riposto o coperto, meglio se ha le ruote. Un riscaldatore elettrico a parete o a soffitto sparisce dalla vista e resta montato tutto l'anno. Il criterio finale è semplice: terrazzo grande, aperto, senza prese vicine e usato spesso con ospiti, scegli il gas; balcone o terrazzo raccolto, presa a portata di mano e uso di qualche serata a settimana, scegli l'elettrica. Se compri tra le offerte di novembre, confronta potenza e area dichiarata e non solo il prezzo.





