Guarda il manto da terra e da sotto: i segnali che la tettoia non tiene
Il momento giusto per controllare una tettoia da giardino è una giornata asciutta di fine estate, quando il manto è pulito e non ci sono ancora foglie a nascondere i difetti. Parti dall'esterno, restando a terra: con un binocolo osservi bene anche le zone alte senza salire su una scala appoggiata male. Cerca lastre di policarbonato incrinate o ingiallite, tegole spostate o rotte, lamiere con bolle di ruggine e ondulazioni dove prima la superficie era piana. Un avvallamento del manto segnala quasi sempre un ristagno, cioè un punto in cui l'acqua si ferma invece di scorrere verso la grondaia. Poi passa sotto la copertura e guarda l'intradosso, la faccia inferiore del manto e delle travi. Aloni scuri, gocciolature secche, legno annerito o una vite con l'alone di ruggine attorno raccontano dove l'acqua è già entrata nella stagione precedente. Segna questi punti: ti serviranno per la prova con l'acqua. Evita di camminare sulle lastre, soprattutto se sono in policarbonato: non sono fatte per reggere il peso di una persona e potresti peggiorare il danno o farti male.
Giunti, sigillature e raccordo con la parete: dove l'acqua trova la strada
Quasi mai una copertura perde nel mezzo di una lastra: l'acqua entra dove due elementi si incontrano. Controlla con calma le sovrapposizioni tra le lastre, i profili di giunzione in alluminio e le rondelle sigillanti delle viti, che col sole si induriscono e si crepano. Se il manto è in policarbonato, verifica che il nastro di chiusura alle testate dei canali sia integro, altrimenti umidità e sporco entrano negli alveoli e la lastra si macchia dall'interno. Nelle tettoie addossate alla casa il punto più delicato è la scossalina, il profilo metallico che raccorda la copertura con il muro: se il sigillante lungo la parete si è staccato o la scossalina si è sollevata, la pioggia battente scende dietro la tettoia e bagna la trave di appoggio. Passa una spatolina di plastica lungo le sigillature: un silicone che si sbriciola o si stacca a pelle va rimosso del tutto e rifatto, non coperto con uno strato nuovo. Usa un sigillante per esterni compatibile con il materiale del manto, perché alcuni prodotti attaccano il policarbonato. Le lastre si muovono con la temperatura e un giunto intasato di detriti finisce per aprirsi ai primi freddi: pulirlo adesso costa pochi minuti.
La prova con l'acqua: come simulare una pioggia intensa in sicurezza
Dopo l'ispezione visiva, il modo più diretto per sapere se la tettoia da giardino tiene è bagnarla come farebbe un temporale. Scegli un giorno senza vento, chiedi a qualcuno di restare sotto la copertura e, con la canna dell'acqua a getto largo, innaffia una zona alla volta partendo dal basso, cioè dalla grondaia, e risalendo verso il colmo o verso la parete. Procedere dal basso è importante: se bagni subito tutto, non capisci più da dove entra l'acqua. Insisti su ogni zona per un quarto d'ora circa, perché le infiltrazioni lente si manifestano solo quando il materiale è saturo, e lascia a chi sta sotto il compito di segnare i punti in cui compaiono gocce o aloni. Concentra il getto dove hai trovato i segnali durante l'ispezione: sovrapposizioni, viti, scossalina, raccordi con i pilastri. Un'infiltrazione che compare solo bagnando la parete sopra la tettoia indica un problema del muro o del raccordo, non del manto, e si risolve in modo diverso. Se la copertura è vecchia o il legno della struttura mostra già segni di cedimento, evita il carico d'acqua e rivolgiti a un tecnico. Con una mattina di lavoro sai con certezza dove intervenire, prima che siano le piogge autunnali a dirtelo.
Grondaie, scarichi e struttura: l'ultimo controllo prima dell'autunno
Una tettoia può essere perfettamente stagna e allagare lo stesso il giardino se l'acqua non ha dove andare. Libera la grondaia da foglie, aghi di pino e terriccio, poi versa un secchio d'acqua all'estremità opposta al pluviale e osserva: deve scorrere senza fermarsi e uscire dal tubo di scarico senza trabocchi dalle giunzioni. Se ristagna, controlla la pendenza e i ganci di sostegno, che col tempo si piegano. Verifica anche dove finisce l'acqua a terra: un pluviale che scarica contro il pilastro o alla base di un muro tiene il legno umido per mesi. Chiudi il giro con la struttura. Prova con una chiave le viti e i bulloni degli attacchi tra travi e pilastri, stringi quelli allentati e tratta le staffe arrugginite. Sul legno, cerca fessure aperte lungo le fibre e punti in cui l'impregnante è sbiadito: una mano di prodotto traspirante data su legno asciutto, prima delle piogge, costa poco e protegge la struttura per tutto l'inverno.





