Quando fare l'ultimo taglio: i segnali che il prato ti dà a fine ottobre
L'ultimo taglio del prato prima dell'inverno non ha una data fissa sul calendario: dipende da come si comporta l'erba nel tuo giardino. Il segnale più affidabile è il rallentamento della crescita. Finché il prato continua ad allungarsi di qualche centimetro a settimana, non è ancora il momento; quando noti che passano dieci o quindici giorni senza che l'erba cresca in modo apprezzabile, la stagione vegetativa si sta chiudendo. Questo accade quando le temperature del terreno scendono stabilmente sotto i dieci gradi circa, e in gran parte dell'Italia settentrionale coincide con la fine di ottobre o le prime settimane di novembre. Al Centro e al Sud, dove gli autunni sono più tiepidi, puoi aspettare anche fino a dicembre, perché il prato resta attivo più a lungo. Valuta anche il meteo dei giorni successivi. Taglia quando l'erba è asciutta e non sono previste gelate immediate: un prato appena rasato e subito esposto a una gelata notturna soffre molto di più di uno che ha avuto qualche giorno per richiudere le ferite delle foglie. Se un'ondata di tempo mite a novembre fa ripartire la crescita, un ulteriore passaggio leggero non fa alcun danno, purché rispetti le stesse condizioni.
A che altezza regolare il tosaerba per l'ultimo taglio
Dopo aver individuato il momento, la scelta più importante riguarda l'altezza. Per i prati italiani più comuni, composti da specie microterme come festuca arundinacea, loietto perenne e poa pratense, l'altezza giusta per l'ultimo taglio del prato si colloca intorno ai quattro o cinque centimetri, cioè leggermente più alta di quella estiva. Una lama di foglia un po' più lunga continua a fare fotosintesi nelle giornate di sole invernale, protegge il colletto della pianta dal freddo e mantiene le radici più attive e profonde. Rasare troppo basso, come si fa talvolta credendo di risparmiare lavoro a primavera, lascia il prato indebolito ed espone il terreno al gelo e all'insediamento di muschio e infestanti. L'eccesso opposto è altrettanto dannoso. Un'erba lasciata troppo alta, oltre i sette o otto centimetri, tende a piegarsi sotto la pioggia e la neve, creando uno strato umido che favorisce la muffa della neve, una malattia fungina che si manifesta con chiazze grigiastre a fine inverno. Ricorda la regola di non asportare mai più di un terzo dell'altezza in un solo passaggio: se il prato è molto cresciuto, scendi gradualmente con due tagli a distanza di qualche giorno invece di uno solo drastico.
Come eseguire il taglio: lame, sfalcio e bordi
Stabilita l'altezza, cura la qualità del taglio, perché in autunno l'erba cicatrizza lentamente e ogni strappo resta aperto a lungo. Controlla che le lame del tosaerba siano ben affilate: un filo smussato sfilaccia la foglia invece di reciderla e lascia punte sfrangiate che ingialliscono e diventano una porta d'ingresso per i funghi. Lavora nelle ore centrali di una giornata asciutta, quando la rugiada è evaporata, così l'erba resta dritta sotto la lama e il raccoglitore non si intasa. Per questo passaggio conviene raccogliere lo sfalcio anziché lasciarlo sul posto con la funzione mulching. In piena estate i residui finemente tritati si decompongono in fretta e restituiscono nutrienti, ma a fine ottobre il terreno è freddo e umido, la decomposizione rallenta e lo strato di erba tagliata resta a soffocare il tappeto erboso per settimane. Approfitta del raccoglitore anche per portare via le foglie cadute che si sono accumulate sul prato, oppure passa un rastrello a denti larghi prima di iniziare. Completa il lavoro rifilando i bordi lungo aiuole e vialetti con il tagliabordi: a primavera ti troverai con un disegno pulito su cui ripartire.
Cosa fare dopo l'ultimo taglio per arrivare bene a primavera
Con l'ultimo taglio del prato alle spalle, la stagione del tosaerba finisce, ma qualche attenzione in più fa la differenza. Se non l'hai ancora fatto, questo è il periodo per una concimazione autunnale con un prodotto a basso contenuto di azoto e ricco di potassio, che irrobustisce i tessuti e aumenta la resistenza al freddo senza stimolare una crescita tenera e vulnerabile. Evita invece i concimi primaverili ad alto titolo di azoto, che spingerebbero l'erba a vegetare proprio quando dovrebbe rallentare. Nei mesi freddi limita il più possibile il calpestio, soprattutto quando il prato è gelato o coperto di neve: le foglie congelate si spezzano sotto i passi e lasciano impronte scure che si vedono fino a marzo. Dedica infine mezz'ora al tosaerba. Pulisci bene la scocca dai residui di erba, controlla e se serve fai affilare le lame, e se il modello è a scoppio svuota il serbatoio o aggiungi uno stabilizzante al carburante, perché la benzina lasciata ferma tutto l'inverno può deteriorarsi e rendere difficile l'avviamento. Per i modelli a batteria, conserva l'accumulatore in un luogo asciutto e non gelido, con una carica parziale. Riprenderai a tagliare a fine inverno, quando l'erba ricomincerà ad allungarsi, e troverai attrezzo e prato pronti a ripartire.





