Quando conviene traseminare e quando invece rifare tutto
La trasemina si fa a fine estate perché il seme ha bisogno di temperature miti per germinare: quando le massime scendono sotto i 28-30 gradi e il terreno resta sopra i 10 gradi, le specie microterme come loietto, festuca e poa trovano le condizioni che in luglio e agosto mancano del tutto. Nella maggior parte d'Italia questo significa settembre e ottobre, con una finestra più lunga al Centro-Sud e più corta nelle zone pedemontane, dove le prime gelate arrivano presto. Prima di comprare le sementi, però, guarda quanto prato è davvero compromesso. Se le chiazze secche e diradate superano circa il 40 per cento della superficie, riseminare non basta e conviene mettere in conto un rifacimento; sotto quella soglia la trasemina ti restituisce densità e colore senza eliminare la cotica esistente. Vale anche la pena capire perché il tappeto erboso si è rovinato: l'ombra di un albero cresciuto troppo, il calpestio concentrato sempre negli stessi passaggi, un'irrigazione insufficiente ad agosto. Correggere la causa ti evita di ripetere lo stesso lavoro il prossimo settembre.
Pulizia, taglio basso e rimozione del feltro
Il seme germina solo se arriva a contatto con la terra, e su un prato stanco di fine estate tra lui e il suolo ci sono erba alta, foglie e feltro. Comincia con una passata di rastrello per togliere foglie, rametti e detriti, poi taglia l'erba piuttosto bassa, intorno ai due centimetri e mezzo o tre, raccogliendo sempre lo sfalcio. Se il prato era molto alto, scendi in due riprese a qualche giorno di distanza invece di scalpare tutto in una volta. Controlla poi il feltro, lo strato spugnoso di residui organici che si forma tra le foglie e le radici: scava una piccola zolla di dieci centimetri e premila tra le dita. Se la parte spugnosa supera i due centimetri serve una scarificatura, da fare con arieggiatore o verticuttatore passando due volte con direzioni incrociate. Rastrella con cura il materiale frammentato, perché lasciarlo sul posto vanificherebbe il lavoro: i semi resterebbero appoggiati sopra e disseccherebbero prima di radicare. Un terreno leggermente decompattato, in più, accoglie meglio le radichette dei nuovi semenzali.
Scegliere il miscuglio giusto e distribuire il seme
Scegli il miscuglio partendo da quello che hai già nel giardino, perché specie troppo diverse creano macchie evidenti di colore e tessitura. Il loietto perenne, il Lolium perenne delle etichette, è quello che si insedia più in fretta ed è la base di quasi tutti i prodotti da rigenerazione; la poa pratense è più lenta ma rinfittisce grazie ai rizomi, mentre le festuche convengono dove il prato resta in ombra o soffre la siccità. Se il tappeto esistente è una miscela di festuca, loietto e poa, resta su un prodotto con la stessa impostazione. Distribuisci il seme con lo spandiconcime, a mano solo sulle chiazze più piccole, incrociando i passaggi per non lasciare righe vuote. Subito dopo dai un concime starter, ricco di fosforo e con una quota di azoto pronta, che sostiene la radicazione delle prime settimane. Copri con uno strato sottilissimo di terriccio, quattro o cinque millimetri, rastrella leggermente e passa il rullo: il seme deve aderire al suolo e trattenere umidità, altrimenti la prima pioggia battente te lo sposta tutto negli angoli.
Irrigazione e primi tagli dopo la trasemina
Dal giorno della semina il terreno non deve mai asciugarsi in superficie, perché un seme che si inumidisce e poi secca è un seme perso. Bagna poco e spesso, anche due o tre volte al giorno se le giornate sono ancora calde e ventose, mantenendo umidi i primi centimetri senza arrivare al ristagno. Queste annaffiature brevi servono solo a questa fase e non vanno confuse con l'irrigazione di un prato adulto. Dopo due o tre settimane dalla germinazione dirada gli interventi e aumentane il volume, così le radici scendono in profondità invece di restare appena sotto la superficie. Il primo taglio arriva quando le piantine hanno raggiunto i sette o otto centimetri: alza le lame, verifica che siano affilate e asporta solo la punta. Tieni lontano il calpestio per il primo mese, rimanda eventuali diserbi selettivi a prato formato e, se le foglie cadono sulle zone appena traseminate, raccoglile a mano o con il soffiatore a bassa potenza. Una trasemina seguita così ti porta all'inverno con un tappeto già chiuso, che in primavera riparte senza chiazze da ritoccare.





