Perché l'autunno è il momento giusto per piantare arbusti e perenni
Se vuoi che le piante da giardino messe a dimora quest'anno siano già in fiore a fine inverno, l'autunno è il periodo su cui puntare. Tra fine settembre e novembre il terreno conserva ancora il calore accumulato in estate, mentre le piogge tornano regolari: in queste condizioni la parte aerea rallenta, ma le radici continuano a crescere e si distribuiscono nel suolo prima che arrivi il gelo. In primavera la pianta è quindi già affrancata e dedica le sue energie a gemme e fiori invece che a ricostruire l'apparato radicale, come accadrebbe con un impianto primaverile seguito subito dal caldo. Il momento esatto dipende dal clima della tua zona. Dove gli inverni sono rigidi conviene chiudere le piantagioni entro ottobre, così che le radici abbiano qualche settimana di terreno tiepido a disposizione; nelle regioni miti e lungo le coste puoi continuare fino a dicembre, purché il suolo non sia gelato né zuppo d'acqua. Se il terreno è argilloso e tende a ristagnare, alleggeriscilo con sabbia grossolana e compost ben maturo, perché l'umidità invernale attorno alle radici giovani è il principale motivo di fallimento. Tieni conto, infine, che gli arbusti a radice nuda vengono proposti dai vivai quasi solo in questa stagione.
Arbusti a fioritura precoce: calicanto, gelsomino d'inverno, camelie ed eriche
Tra gli arbusti, alcune specie fioriscono sui rami ancora spogli e anticipano la stagione. Il calicanto d'inverno apre tra dicembre e febbraio piccoli fiori cerosi, giallo pallido, dal profumo intenso: cresce lentamente, vuole sole o mezz'ombra e un terreno drenato, quindi piantalo vicino a un passaggio o a una finestra per goderne. Il gelsomino di San Giuseppe, chiamato anche gelsomino d'inverno, è un arbusto sarmentoso dai rami verdi che si copre di fiori gialli tra gennaio e marzo; non teme il freddo e si appoggia volentieri a un muretto o a una scarpata. Subito dopo arriva la forsizia, poco esigente su terreno e clima. Se il tuo giardino ha una zona in mezz'ombra con terreno acido o neutro, considera le camelie: le varietà sasanqua fioriscono già tra autunno e inverno, mentre quelle japonica seguono tra febbraio e aprile, e tutte apprezzano l'impianto autunnale con terriccio per acidofile. L'erica carnea, invece, è un piccolo arbusto tappezzante che fiorisce in pieno inverno anche sotto la neve ed è una delle poche eriche che tollera il calcare, utile per bordure basse. Un'altra pianta da giardino da valutare per le fioriture precoci è il viburno a fioritura invernale, con mazzetti rosa profumati sui rami nudi da novembre a marzo, adatto ai climi freschi.
Erbacee perenni e bulbi in piena terra che fioriscono a fine inverno
Accanto agli arbusti, le erbacee perenni a fioritura precoce danno colore alla base delle siepi e nelle aiuole ombreggiate, e l'autunno è anche il periodo in cui puoi dividere i cespi vecchi per ottenere nuove piante. La più nota è l'elleboro: la rosa di Natale fiorisce tra dicembre e febbraio con corolle bianche, mentre l'elleboro orientale, più robusto e disponibile in molte sfumature dal bianco al porpora, segue tra febbraio e aprile. Entrambi vogliono ombra luminosa e terreno fresco, ricco di humus e non asfittico; ricorda che tutte le parti della pianta sono tossiche, quindi collocala lontano dalla portata di bambini e animali domestici. Nelle stesse condizioni stanno bene la polmonaria, le primule comuni e la bergenia, dal fogliame coriaceo che si arrossa con il freddo. Per le aiuole al sole prendi in considerazione le viole cornute e l'iberis sempreverde, che aprono i primi fiori già a fine inverno. Aggiungi infine i bulbi messi in piena terra tra ottobre e novembre: bucaneve, crochi, iris reticulata e narcisi precoci sono i primi a comparire, spesso già a febbraio. Interrali a una profondità pari a circa tre volte la loro altezza, con la punta verso l'alto, in terreno drenato e in gruppi anziché in fila, così la fioritura risulta più naturale e compatta.
Messa a dimora corretta e cure fino alla primavera
Qualunque pianta tu abbia scelto, la messa a dimora autunnale segue poche regole che si ripagano in primavera. Scava una buca larga circa il doppio del pane di terra e profonda quanto basta perché il colletto, cioè il punto in cui il fusto incontra le radici, resti al livello del suolo: interrarlo favorisce i marciumi, soprattutto con le piogge invernali. Mescola alla terra di scavo del compost maturo, evita invece i concimi azotati a pronto effetto, che stimolerebbero germogli teneri destinati a bruciarsi con il gelo. Se la pianta arriva in contenitore, districa le radici che girano attorno al pane di terra; se è a radice nuda, immergila qualche ora in acqua prima dell'impianto. Dopo aver compattato il terreno con le mani, bagna abbondantemente anche se il suolo è umido, perché l'acqua fa aderire la terra alle radici ed elimina le sacche d'aria. Copri poi la superficie con una pacciamatura di corteccia o foglie secche, lasciando libero il colletto: protegge dal gelo, limita le infestanti e mantiene costante l'umidità. Durante l'inverno non servono altre irrigazioni salvo periodi asciutti prolungati; controlla piuttosto, dopo le gelate forti, che le piante giovani non siano state sollevate dal terreno e ricalcale se necessario.





