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Pacciamatura autunnale delle aiuole con foglie e corteccia

Aggiornato il 28 ottobre 20264 capitoli
Perché le aiuole vanno coperte prima dell'inverno e quando farlo

Perché le aiuole vanno coperte prima dell'inverno e quando farlo

La pacciamatura autunnale delle aiuole è spesso più utile di quella primaverile, anche se arriva quando le perenni ingialliscono e il giardino sembra chiudere la stagione. Quando le piante perdono il fogliame, ampie porzioni di terreno restano scoperte e lì i semi delle infestanti trovano spazio per germinare già prima del freddo. Uno strato di materiale organico toglie loro la luce, attenua l'impatto delle piogge battenti che compattano e dilavano la superficie e, soprattutto, smorza gli sbalzi termici: una gelata forte seguita da una giornata mite fa gonfiare e ritirare il terreno e può sollevare le radici delle perenni divise da poco. Anche in dormienza le radici hanno bisogno di un minimo di umidità, e la copertura ne rallenta l'evaporazione. Il momento giusto è tra la fine di ottobre e novembre, non appena hai ripulito le perenni dal fogliame che marcisce e prima che il suolo si raffreddi del tutto. Se aspetti troppo, le infestanti si saranno già insediate e finiresti per coprirle; se invece il terreno è intriso d'acqua dopo giorni di pioggia, lascialo asciugare un po' prima di chiuderlo sotto uno strato spesso.

Foglie cadute: quali usare, come trinciarle e quanto stenderne

Le foglie che rastrelli a ottobre sono la pacciamatura più economica che esista, a patto di sceglierle e prepararle bene. Preferisci quelle di acero, carpino, faggio, betulla e tiglio, che si decompongono in una stagione; quelle di quercia e platano, più coriacee, vanno bene ma richiedono più tempo, mentre le foglie di noce vanno tenute fuori dalle aiuole perché contengono sostanze che frenano la crescita di molte piante. Scarta anche il fogliame malato, come quello delle rose con macchie nere o dell'ippocastano attaccato dalla minatrice, perché spore e larve passerebbero l'inverno proprio accanto alle piante che vuoi proteggere. Prima di stenderle, passa le foglie con il tosaerba a cesto o con un biotrituratore: sminuzzate si posano aderenti al suolo, lasciano passare l'aria e non formano quel feltro compatto e fradicio che le foglie intere creano quando si incollano tra loro. Pulisci l'aiuola dalle infestanti, taglia le perenni sfiorite lasciando in piedi quelle che restano belle anche secche, e distribuisci uno strato di circa dieci centimetri, che con le piogge si assesterà della metà. Tieni il materiale a qualche centimetro dal colletto e dalle corone delle piante: lì l'umidità stagnante fa marcire più di quanto il gelo faccia danni.

Corteccia di pino e cippato: pezzatura, spessore e dove rendono di più

Dove le foglie da sole non bastano, perché il vento le sposta o perché l'aiuola è in vista dalla casa, la corteccia è il complemento naturale. Nei vivai la trovi in sacchi distinta per calibro, cioè per dimensione dei pezzi: per le aiuole scegli una pezzatura media, che resta ferma e dura due o tre stagioni, ed evita la corteccia finissima, che si consuma in fretta e tende a compattarsi. La corteccia di pino acidifica leggermente il terreno mentre si degrada, un vantaggio sotto ortensie, azalee, rododendri e camelie, mentre il cippato di legno misto, più grossolano e meno costoso, rende meglio sotto gli arbusti e lungo i passaggi. Stendila in uno strato di circa cinque-otto centimetri su terreno pulito, senza sotterrarla né mescolarla alla terra: il legno che si decompone a contatto con le radici sottrae azoto, mentre in superficie restituisce sostanza organica senza problemi. Nelle aiuole di perenni funziona bene stendere prima le foglie trinciate e poi un velo di corteccia sopra: le foglie isolano e si trasformano in humus, la corteccia le trattiene e mantiene l'aiuola ordinata per tutto l'inverno.

Gli errori da evitare e cosa fare della pacciamatura a fine inverno

L'errore più frequente è esagerare con lo spessore: una coltre di venti centimetri di foglie bagnate non protegge di più, trattiene acqua, impedisce al suolo di respirare e favorisce marciumi al colletto e rifugi per lumache e roditori. Il secondo è ammucchiare il materiale contro i fusti: tienilo sempre staccato da perenni, rose e arbusti. Il terzo è rimescolare o rastrellare la pacciamatura durante l'inverno per rinfrescarne l'aspetto: ogni volta che la smuovi riporti alla luce semi di infestanti e rompi l'isolamento che hai costruito. Ricorda poi che la copertura frena le infestanti annuali, non quelle perenni con radici profonde come gramigna o convolvolo, che vanno estirpate prima a mano. Verso la fine di febbraio o a marzo, quando vedi spuntare i primi germogli, non togliere tutto: allontana la pacciamatura di qualche centimetro dalle corone delle perenni e dai bulbi in arrivo, così il terreno si scalda più in fretta, e lascia il resto a terra a completare la decomposizione. Le foglie saranno già in buona parte diventate terriccio scuro; integra con nuova corteccia dove lo strato si è assottigliato e avrai aiuole pronte per la stagione con meno sarchiature e meno irrigazioni estive.

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