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Come proteggere le piante dal gelo con tessuto non tessuto

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Quando coprire le piante e quali temono davvero il gelo

Quando coprire le piante e quali temono davvero il gelo

I primi freddi di ottobre e novembre sono il momento giusto per tenere pronto il tessuto non tessuto, ma non per usarlo subito: una copertura stesa troppo presto, con giornate ancora miti, limita la luce e trattiene umidità senza alcun vantaggio. Il segnale da seguire è la previsione delle minime: quando scendono stabilmente sotto i 5 °C circa, e soprattutto quando si annunciano le prime notti serene e senza vento, quelle in cui il calore del terreno si disperde e si forma la brina, è ora di coprire. In gran parte d'Italia questo accade tra fine novembre e inizio marzo, ma nelle pianure del Nord e nelle vallate interne conviene anticipare. Non tutte le piante hanno bisogno del telo. Valuta prima di tutto agrumi, olivi giovani, palme, gardenie, ibisco, gelsomino e in generale le specie di origine tropicale o con foglie sottili e ricche d'acqua, perché in queste la linfa può cristallizzare e rompere i tessuti. Rose, ortensie, aceri, laurocerasi e le piante a foglia caduca sono invece rustiche e sopportano l'inverno senza protezione: coprirle sarebbe fatica sprecata e, in qualche caso, persino dannoso per il ricambio d'aria.

Perché il TNT e non la plastica: scegliere la grammatura giusta

Chi ha già coperto le piante con un telo di plastica sa come va a finire: sotto la pellicola si forma condensa, le foglie restano bagnate e compaiono muffe e marciumi. Il tessuto non tessuto, in gergo TNT, lavora in modo diverso. È un velo di polipropilene ottenuto senza telaio, che lascia passare aria, acqua e luce, non marcisce e non si sfilaccia; sotto la copertura si crea un microclima di qualche grado più mite rispetto all'esterno, sufficiente a smorzare gli sbalzi tra giorno e notte e a tenere lontano il vento, che è spesso il vero responsabile dei danni. Lo stesso telo, in estate, ti servirà per ombreggiare le piante che soffrono il sole diretto. In vivaio lo trovi in diverse grammature, cioè pesi per metro quadrato. Il TNT da 17 g/m² è adatto ai climi miti e alle mezze stagioni, quando serve una protezione leggera dalle brinate occasionali; per gli inverni rigidi del Nord o per le piante più delicate, passa al 30 g/m² oppure sovrapponi due strati del telo sottile, che intrappolano più aria e isolano meglio. Scegli il bianco, che riflette la luce e non surriscalda la pianta nelle giornate di sole, e prendi qualche metro in più del necessario: i lembi abbondanti sono quelli che poi ti permettono di chiudere bene il fondo.

Come avvolgere e fissare il telo senza soffocare la pianta

Per le piante in vaso o gli alberelli isolati, avvolgi la chioma con il tessuto non tessuto partendo dall'alto e scendendo fino a coprire anche il contenitore, perché le radici nel vaso, prive della massa di terreno che le circonda in piena terra, gelano molto prima della parte aerea. Lega il telo al tronco o al palo tutore con spago o fascette di tessuto, senza stringere, e raccogli i lembi in eccesso sotto il vaso. Se la pianta è grande o le foglie sono bagnate, costruisci prima una struttura con archetti di plastica o canne di bambù e stendi il TNT sopra, in modo che non tocchi direttamente il fogliame: un telo appoggiato su foglie umide trasmette il freddo per contatto e vanifica la protezione. Nelle aiuole e nell'orto il velo si stende invece direttamente sulle colture o sugli archetti, e il punto debole è sempre il bordo. Fissa i margini con terra, sassi o picchetti lungo tutto il perimetro, altrimenti la prima folata solleva la copertura proprio nella notte in cui serve. Durante le giornate miti e soleggiate, apri o scosta il telo per qualche ora: l'aria che circola asciuga la condensa e tiene le piante in salute fino alla primavera.

Pacciamatura, acqua e rimozione del telo a fine inverno

Il telo protegge la chioma, ma le radici superficiali e il colletto hanno bisogno di un'altra difesa, soprattutto quando arrivano le gelate con vento, che raffreddano i primi centimetri di suolo. Completa quindi la copertura con una pacciamatura: stendi uno strato di circa 8-12 cm di paglia pulita, foglie secche, corteccia sminuzzata o cippato di legno attorno al fusto, lasciando libero il colletto per evitare marciumi. Il materiale organico intrappola aria immobile e mantiene il terreno di qualche grado più caldo rispetto all'aria, oltre a frenare le erbacce. Se preferisci una soluzione più duratura per aiuole ampie, esiste anche il TNT da pacciamatura, da stendere sul terreno e forare in corrispondenza delle piante. Durante l'inverno continua a seguire le piante coperte. Annaffia solo nelle ore centrali delle giornate soleggiate e mai alla sera, perché l'acqua rimasta nel terriccio gelerebbe di notte danneggiando le radici capillari; un terreno appena umido isola meglio di uno completamente secco, ma i ristagni vanno evitati. Verso la fine dell'inverno, quando le minime risalgono stabilmente, togli il tessuto non tessuto in modo graduale, prima nelle ore diurne e poi del tutto, così la pianta si riabitua alla luce piena e non subisce un nuovo sbalzo.

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