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Ringhiere in ferro arrugginite: come trattarle prima dell'inverno

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché trattare la ruggine finché il clima è ancora asciutto

Perché trattare la ruggine finché il clima è ancora asciutto

Le ringhiere in ferro arrugginite vanno trattate nelle settimane di fine estate e inizio autunno, quando le giornate sono ancora asciutte e le temperature miti. Il motivo è semplice: ogni prodotto che userai, dal convertitore di ruggine al fondo antiruggine fino allo smalto di finitura, ha bisogno di una superficie asciutta e di un'aria non troppo umida per aderire e indurire correttamente. Se lavori con il metallo freddo o con la rugiada che si deposita al mattino, la pellicola di vernice rischia di non ancorarsi bene e di sollevarsi già alla prima gelata. C'è poi una ragione legata al comportamento della ruggine stessa. L'ossido di ferro è poroso e trattiene l'acqua: durante l'inverno la pioggia penetra nelle scaglie, il gelo la fa espandere e la corrosione avanza sotto la vernice rimasta integra. Intervenire adesso significa fermare il processo prima che una macchia superficiale diventi un'incisione profonda nel metallo, con un risparmio evidente sia in ore di lavoro sia in costi di riparazione nella stagione successiva.

Valutare quanto è profonda la ruggine e dove si nasconde

Prima di prendere in mano la spazzola, osserva con calma tutta la ringhiera, se possibile in una giornata luminosa. La ruggine di superficie si presenta come una patina rossastra o come piccole bolle sotto la vernice: premendo con un cacciavite il metallo resta compatto. Quando invece trovi scaglie che si staccano a strati, fori passanti o parti che cedono alla pressione, la corrosione ha già consumato lo spessore del profilato e la sola riverniciatura non basta; in questi casi conviene chiedere a un fabbro una valutazione, perché la ringhiera ha anche una funzione di sicurezza e un montante indebolito può non reggere un urto. Controlla con particolare attenzione i punti in cui l'acqua ristagna o entra nel metallo: la base dei montanti dove toccano il pavimento, le saldature, le giunzioni tra corrimano e colonnine, i tubolari aperti alle estremità e le zanche di ancoraggio murate nel cemento. Qui la ruggine si forma all'interno e si manifesta tardi, spesso con il tipico gonfiore che spacca l'intonaco o il marmo intorno al fissaggio. Se noti crepe nel muro vicino agli ancoraggi, sigillale con un prodotto adatto all'esterno dopo il trattamento, così eviti che l'acqua d'inverno raggiunga la parte più delicata della struttura.

Rimuovere la ruggine: attrezzi, convertitore e preparazione del fondo

La rimozione meccanica è il passaggio che decide la durata di tutto il lavoro. Per le ringhiere in ferro arrugginite in modo leggero bastano una spazzola metallica, un po' di carta abrasiva a grana media e, nei punti scolpiti o tra le volute, una spazzola più piccola o della lana d'acciaio. Dove la ruggine è estesa, una spazzola rotante montata sul trapano o una smerigliatrice con disco lamellare riducono la fatica; lavora sempre con guanti, occhiali e mascherina, perché la polvere di vernice vecchia non va respirata. Elimina tutte le parti di vernice scrostata o che si solleva, fino a trovare un bordo ben ancorato: una pellicola nuova stesa sopra una vecchia instabile si stacca insieme a lei. Terminata la spazzolatura, spolvera con cura e sgrassa il metallo con un diluente o con un detergente adatto, lasciando asciugare completamente. Sulle tracce di ruggine rimaste negli anfratti puoi applicare un convertitore di ruggine, un prodotto a base di acido fosforico o di tannini che trasforma l'ossido in uno strato scuro e stabile su cui la vernice aderisce. Rispetta i tempi di reazione indicati sulla confezione prima di proseguire e non usarlo come scorciatoia sulle scaglie spesse, che vanno comunque rimosse.

Fondo antiruggine e smalto: la protezione che regge pioggia e gelo

Con il ferro pulito e asciutto si passa alla protezione, da fare nello stesso giorno o in quello successivo, perché il metallo nudo riprende a ossidarsi in poche ore all'aria aperta. Applica un fondo antiruggine per ferro, con il pennello sui dettagli e con un rullo piccolo sulle superfici piane, insistendo sulle giunzioni e sulla base dei montanti. Quando il fondo è asciutto, stendi due mani di smalto per esterni: lo smalto ferromicaceo, con il suo aspetto leggermente metallizzato, è molto usato sulle ringhiere perché le scaglie di mica formano una barriera resistente all'acqua, mentre uno smalto sintetico o all'acqua per ferro dà una finitura liscia e coprente. In entrambi i casi mani sottili e ben distese durano più di una sola mano spessa. Lavora con temperature miti e lontano dalle ore in cui si forma la condensa, e lascia passare il tempo di sovraverniciatura previsto dal produttore tra una mano e l'altra. Durante l'inverno dai un'occhiata ogni tanto alla base dei montanti e alle zone dove la neve si accumula: se compare una piccola bolla, un ritocco tempestivo in una giornata asciutta ti evita di rifare tutto in primavera.

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