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Tappeto da esterno in autunno: quale resiste a pioggia e fango

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno mette alla prova un tappeto da esterno (foto Tappeto Poltrona Frau Bob Tavolino)

Foto: Tappeto Poltrona Frau Bob Tavolino

Perché l'autunno mette alla prova un tappeto da esterno

D'estate un tappeto da esterno deve reggere soprattutto il sole, mentre in autunno il problema si sposta sull'acqua: le piogge si fanno più lunghe, le giornate più corte e fresche, e un tappeto che si bagna la sera fatica ad asciugare prima della pioggia successiva. Se la fibra trattiene l'umidità, il supporto resta zuppo per giorni, il tessuto si appesantisce e compaiono muffe e cattivi odori che poi non vanno più via. Per questo la scelta va fatta pensando a quanto in fretta il materiale si asciuga, più ancora che alla tenuta del colore. Ricorda che il sole, anche se più basso, continua a sbiadire e a indebolire le fibre non protette, e che le foglie bagnate lasciate sul tessuto formano macchie e trattengono acqua. Un tappeto nato per l'esterno usa fibre che non assorbono, tinte in massa e con additivi contro i raggi ultravioletti: proprio in questa stagione la differenza rispetto a un modello da interno portato fuori si vede nel giro di poche settimane.

Polipropilene o fibre vegetali: cosa regge davvero la pioggia

Il materiale che gli arredatori di esterni consigliano per le zone esposte è il polipropilene, una fibra sintetica che non assorbe l'acqua, non ammuffisce e si lava con il tubo da giardino e un detergente delicato. Verifica che sia tinto in massa, cioè con il pigmento incorporato nella fibra fusa prima della filatura e non solo in superficie: così il colore resiste anche dopo mesi di sole e di lavaggi. Un buon tappeto da esterno in polipropilene è leggero, si arrotola in pochi secondi e, se la pioggia si prolunga, puoi spostarlo al riparo senza fatica. Alcuni modelli sono reversibili, cioè usabili su entrambi i lati, e questo allunga la vita del tessuto perché puoi girare la faccia sporca o sbiadita. Le fibre vegetali come juta, cocco e canapa sono belle e si accordano con i mobili in legno, ma sono igroscopiche: assorbono l'umidità e, se restano bagnate o in un angolo in ombra, ammuffiscono. In autunno vanno bene solo sotto un portico o una pergola coperta, dove la pioggia non arriva, e vanno comunque ritirate ai primi giorni di pioggia insistente. Lo stesso vale per lana, cotone e viscosa, materiali da interno che all'aperto durano pochissimo.

Trama, supporto e posizione: dove stenderlo perché asciughi in fretta

Oltre al materiale conta la costruzione. Scegli una tessitura piatta e densa, senza pelo alto: il fango non si incastra tra le fibre, l'acqua scorre via e il tappeto asciuga in poche ore. I modelli a pelo lungo o con imbottitura trattengono acqua e terra, e in autunno restano umidi a lungo. Controlla anche il retro: un supporto in lattice sintetico aiuta la tenuta a terra, ma su un pavimento che resta bagnato può intrappolare l'acqua sotto il tappeto, quindi sollevalo ogni tanto per far respirare entrambe le superfici. La posizione conta quanto il materiale. Se puoi, stendi il tappeto da esterno sotto una tettoia o una pergola, su una pavimentazione drenante con una leggera pendenza, lontano dai punti dove si formano pozzanghere. Evita l'erba e la terra battuta: in questa stagione restano fradicie e il fango risale dal basso. Dopo un acquazzone appoggialo a una ringhiera o a una sedia in modo che l'aria passi da sotto, e non riporlo mai arrotolato finché è umido. Ruotalo spesso, così usura e scolorimento si distribuiscono in modo uniforme.

Togliere il fango e decidere quando ritirarlo

Il fango va tolto quando è secco, non quando è fresco: strofinarlo bagnato lo spinge in profondità nella trama. Lascia asciugare, poi passa una spazzola morbida o l'aspirapolvere con la bocchetta standard, mai con la spazzola rotante che sfilaccia le fibre. Per lo sporco che resta, sciacqua con il tubo, strofina le macchie con acqua e un detergente delicato e risciacqua a fondo. Niente candeggina, niente asciugatrice e niente ferro da stiro; se il produttore ammette il lavaggio a mano, resta intorno ai 40 gradi al massimo e aspetta che il tappeto sia del tutto asciutto prima di rimetterlo a terra. Quando le piogge diventano quotidiane e il tappeto da esterno non riesce più ad asciugare tra un'acqua e l'altra, è il momento di ritirarlo, anche se il polipropilene reggerebbe l'inverno all'aperto. Puliscilo, lascialo asciugare bene e arrotolalo in un armadio da esterno o in cantina, senza sacchi di plastica che trattengono la condensa. In primavera lo ritrovi pronto, senza odori e con i colori di quando lo hai comprato.

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