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Progettare il giardino in autunno: da dove partire

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è la stagione giusta per progettare il giardino (foto Tavolo Be Natural Tree)

Foto: Tavolo Be Natural Tree

Perché l'autunno è la stagione giusta per progettare il giardino

Progettare il giardino in autunno sembra una scelta controcorrente, perché l'istinto porta a pensarci in primavera, quando torna la voglia di stare all'aperto. In realtà la primavera è la stagione in cui il giardino si vive, non quella in cui si apre un cantiere: se vuoi goderti lo spazio nuovo ai primi caldi, la pianificazione deve partire adesso. Nei mesi autunnali hai il tempo di studiare l'area senza fretta, confrontare materiali e soluzioni e correggere le idee prima di spendere. C'è poi un vantaggio che riguarda le piante. In autunno il terreno conserva ancora il calore dell'estate, mentre l'aria è più fresca e umida: sono le condizioni in cui alberi, arbusti ed erbacee perenni attecchiscono meglio, perché le radici continuano a svilupparsi sottoterra anche quando la parte aerea sembra ferma. Le piogge della stagione le aiutano a radicare, e una pianta messa a dimora adesso arriverà all'estate successiva più forte e con meno bisogno di acqua rispetto a una piantata in primavera. Anche i lavori strutturali ne traggono beneficio, perché il terreno è più compatto e il cantiere disturba meno in un periodo in cui il giardino si usa poco.

Osserva lo spazio prima di disegnare: luce, vento, acqua e terreno

Il primo passo concreto è osservare, e l'autunno ti offre un vantaggio che in primavera non hai: la memoria fresca dell'estate appena finita. Ricordi quali angoli erano invivibili nelle ore centrali, dove arrivava l'ombra degli alberi nel tardo pomeriggio, quali zone sono rimaste inutilizzate e quali invece hai frequentato più spesso. Annota tutto su una planimetria, anche disegnata a mano, segnando l'esposizione, i punti in cui il vento entra con più forza e la posizione degli alberi esistenti con l'ingombro della chioma quando è in foglia. Con le prime piogge puoi leggere anche il comportamento dell'acqua, cioè dove ristagna e dove scorre via: un dato utile per decidere dove non posare una pavimentazione e dove invece servirà un drenaggio. Verifica poi il terreno con una prova semplice: scava una buca, riempila d'acqua e osserva in quanto tempo si svuota; se dopo diverse ore è ancora piena hai un suolo argilloso e compatto, se si svuota in fretta è sciolto e sabbioso. Prendi in mano una zolla umida: se si modella come creta è argillosa, se si sbriciola è più sabbiosa. Da queste osservazioni dipendono la scelta delle specie, la necessità di ammendanti e la posizione delle zone che vuoi vivere di più.

Disegna il piano: zone, percorsi e strutture da realizzare per prime

Con la planimetria annotata puoi passare al disegno del piano, partendo dalle funzioni e non dalle piante. Chiediti come userai il giardino: una zona per mangiare vicino alla casa, un'area di sosta più raccolta, uno spazio per i bambini visibile dalle finestre, un angolo di servizio per compostiera e attrezzi, magari un orto nella parte più soleggiata. Collega queste zone con percorsi che seguano i tragitti reali e non quelli belli sulla carta, e tieni conto delle pendenze e dei punti di ristagno che hai individuato. Stabilisci poi un ordine di esecuzione, perché un giardino si costruisce a strati. Prima vanno le opere strutturali, come muretti, pavimentazioni, pergole o movimenti di terra, che in autunno e inverno si realizzano meglio grazie al terreno compatto e al giardino poco frequentato. Subito dopo, e comunque prima di qualsiasi posa, prevedi i passaggi per tubazioni e cavi degli impianti, così da non dover riaprire il terreno in seguito. Solo a questo punto arrivano la preparazione del suolo e le piante. Rispettare questa sequenza ti evita di rovinare aiuole appena piantate per far passare uno scavo.

Organizza i tempi: cosa fare prima del gelo e cosa rimandare

L'ultimo passaggio è trasformare il progetto in un calendario, perché l'autunno è lungo ma non infinito. La messa a dimora di alberi, arbusti, graminacee ed erbacee perenni va dalla fine dell'estate a tutto l'autunno, e conviene completarla prima delle prime gelate, così che le radici abbiano il tempo di assestarsi nel terreno ancora tiepido. Nello stesso periodo prepara le aiuole nuove vangando e incorporando sostanza organica: le zolle lasciate grossolane verranno sgretolate dal gelo e in primavera troverai un suolo più facile da lavorare. Non tutto deve essere fatto subito. La potatura delle piante a foglia caduca si esegue solo dopo la caduta completa delle foglie e comunque prima del gelo, perché i tagli devono avere il tempo di chiudersi. Arredi e dettagli decorativi possono aspettare la fine dell'inverno senza alcun danno. Con questa scansione arrivi alla primavera con le strutture fatte, le piante già radicate e il giardino pronto da vivere, invece di un cantiere appena aperto.

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