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Giardino come stanza all'aperto: progettarlo per usarlo tutto l'anno

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
Dalla zona verde alla zona vissuta: come si ragiona

Dalla zona verde alla zona vissuta: come si ragiona

Progettare il giardino come stanza all'aperto significa smettere di considerarlo un contorno della casa e iniziare a trattarlo con la stessa logica con cui disponi un soggiorno: prima le funzioni, poi gli arredi. Chiediti quante persone lo useranno di solito, in quali momenti della giornata e per fare cosa, perché una zona pranzo per sei richiede spazi di passaggio e vicinanza alla cucina, mentre un angolo lettura per due vive bene anche in fondo al prato, al riparo da sguardi e vento. Il punto di partenza concreto è la soglia fra interno ed esterno. Se hai una portafinestra o una vetrata ampia, è naturale appoggiarci la zona più usata, così lo spazio esterno diventa la prosecuzione della stanza che già affaccia lì; pavimentazioni coordinate per colore e formato e un dislivello ridotto al minimo rafforzano questa continuità. Poi conta le zone: in un giardino piccolo due funzioni ben fatte rendono più di quattro accennate. Misura le aree con un metro e segna gli ingombri reali a terra con gesso o nastro prima di acquistare qualsiasi mobile: scoprirai se restano i sessanta-settanta centimetri di passaggio dietro le sedute che servono per muoversi senza urtare nulla.

Coperture e riparo: sole d'agosto, pioggia di novembre

Definite le zone, il passaggio successivo è proteggerle, perché è la copertura a decidere quanti mesi all'anno userai davvero il giardino. Per l'estate ti servono ombra e aria che circola: una pergola, una tenda da sole, una vela ombreggiante o la chioma di un albero a foglia caduca, che fa ombra quando serve e lascia passare il sole d'inverno quando perde le foglie. Sul lato ovest l'ombra è la più preziosa, perché il sole basso del pomeriggio scalda molto più di quello di mezzogiorno. Per l'autunno e l'inverno il problema cambia: non è il sole, sono pioggia e vento. Qui lavorano le strutture fisse o semifisse, come una tettoia, una pergola bioclimatica con lame orientabili che si chiudono quando piove, o tende laterali in cristal trasparente che tagliano le correnti senza chiudere la vista. Valuta con attenzione il grado di chiusura: più chiudi, più il risultato somiglia a una veranda, e una struttura stabile e chiusa può richiedere un titolo edilizio, quindi informati in Comune prima di ordinare. Se il vento è il fastidio principale, a volte basta una siepe o un frangivento sul lato esposto per rendere utilizzabile una zona che prima abbandonavi a ottobre.

Materiali e arredi che reggono gelo, pioggia e sole

Una stanza all'aperto resta accogliente solo se i materiali sopportano di stare fuori dodici mesi, perché nulla scoraggia più di un arredo da ricoverare a ogni temporale. Per le pavimentazioni orientati su superfici antigelive e non scivolose da bagnate: gres per esterni di spessore adeguato, pietra naturale, oppure doghe in composito o in legno per esterni come teak, robinia o pino impregnato in autoclave. Il legno è caldo sotto i piedi ma chiede una mano di olio o impregnante ogni una o due stagioni, mentre gres e composito si lavano e basta: scegli in base al tempo che hai voglia di dedicarci. Sugli arredi la differenza la fanno i dettagli. Alluminio verniciato a polvere, acciaio inox, corda tecnica, resina intrecciata su telaio metallico e tessuti acrilici tinti in massa restano fuori senza soffrire; i cuscini vanno scelti con imbottitura a celle aperte in gommapiuma drenante, che asciuga invece di trattenere acqua. Verifica sempre che le viti siano inox e non in acciaio zincato, perché sono il primo punto da cui parte la ruggine. Un cassone o un armadio da esterno accanto alla zona relax ti permette di riporre cuscini e plaid in due minuti quando il cielo cambia, ed è il vero motivo per cui molti arredi durano il doppio.

Luce, calore e verde: quello che allunga le serate e i mesi

Arrivati a questo punto hai le zone, il riparo e i materiali; mancano i tre elementi che rendono lo spazio abitabile quando la giornata finisce presto. L'illuminazione va pensata su livelli: luce diffusa e bassa per la circolazione, con segnapasso o faretti a incasso lungo i percorsi, una luce più concentrata e calda sopra il tavolo, e qualche sorgente radente che valorizzi un tronco o un muro di pietra. Preferisci apparecchi con grado di protezione adeguato all'esterno, tonalità di luce calda e, dove possibile, un impianto a bassa tensione: consuma poco ed è più sicuro negli ambienti umidi. Un paio di punti luce comandati separatamente ti lasciano scegliere fra cena conviviale e atmosfera serale. Per il calore valuta stufe da esterno a gas o elettriche a infrarossi, un braciere o un focolare, tenendo conto che ogni fiamma libera richiede distanze di sicurezza dalle coperture e dai tessuti e non va mai usata sotto strutture chiuse: segui le istruzioni del produttore e, se hai dubbi, fatti consigliare da un installatore. Il verde completa il quadro: inserisci sempreverdi e graminacee che mantengono volume e colore nei mesi freddi, così da gennaio guarderai uno spazio ancora disegnato e non un rettangolo spoglio.

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