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Programmatore irrigazione: come impostarlo in autunno

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché in autunno il programmatore va riprogrammato e non solo spento

Perché in autunno il programmatore va riprogrammato e non solo spento

Con l'arrivo dell'autunno le giornate si accorciano, il sole è più basso e le temperature scendono: il terreno perde molta meno acqua per evaporazione e le piante, che rallentano la crescita, ne assorbono meno. Se il programmatore irrigazione resta sui tempi impostati a luglio, il prato riceve acqua che non riesce a usare, il suolo rimane bagnato a lungo e si creano le condizioni per muffe, marciumi radicali e malattie fungine, oltre a uno spreco evidente in bolletta. Spegnere tutto di colpo, però, non è la risposta giusta: settembre e inizio ottobre in molte zone d'Italia offrono ancora settimane asciutte e tiepide, e le piante messe a dimora da poco hanno radici superficiali che soffrono la siccità. L'obiettivo è ridurre in modo graduale, seguendo l'andamento del meteo, e tenere l'impianto pronto a intervenire nei periodi senza pioggia. Un controllo semplice ti aiuta a decidere: affonda un dito o un cacciavite nel terreno; se a qualche centimetro di profondità è ancora umido, puoi allungare l'intervallo tra un ciclo e l'altro senza timore.

Frequenza, durata e orario di partenza: cosa cambiare sul programmatore

La prima regolazione riguarda la frequenza. In piena estate si bagna tutti i giorni o quasi; in autunno conviene passare a un ciclo ogni due o tre giorni e, con l'avanzare della stagione, anche a uno a settimana in base alle piogge. Agisci sui giorni di irrigazione, che il programmatore gestisce per giorni fissi o a intervalli, e lascia invariata la durata di ogni zona: un'irrigazione più profonda ma meno frequente favorisce radici robuste e permette alla superficie di asciugarsi tra un ciclo e l'altro. Se il tuo modello dispone della regolazione stagionale, di solito espressa in percentuale, puoi abbassarla in modo progressivo nelle settimane e accorciare tutti i tempi con un solo comando, senza riscrivere ogni programma. Sposta poi l'orario di avvio. In estate si parte prestissimo per evitare il caldo; in autunno le notti sono lunghe e umide, e bagnare nel cuore della notte lascia il fogliame fradicio per ore. Meglio far partire il programma poco dopo l'alba, così il sole asciuga l'erba e le foglie in tempi brevi. Evita i cicli serali, che prolungano l'umidità notturna e favoriscono le malattie del prato.

Zone diverse, esigenze diverse: prato, aiuole e piante appena messe a dimora

Il vantaggio di un impianto a zone è che non sei costretto a ridurre tutto allo stesso modo. Il prato, servito dagli irrigatori a scomparsa o oscillanti, è la zona che puoi tagliare per prima: l'erba in autunno rallenta e si accontenta di uno o due cicli a settimana se non piove. Le aiuole con arbusti ormai affrancati e la siepe adulta chiedono ancora meno, perché le radici profonde attingono alla riserva del terreno. Le linee a goccia dell'orto autunnale e dei vasi, invece, lavorano con poca acqua per volta e vanno ridotte con più cautela, controllando che il substrato non resti secco. Un'attenzione particolare va alle piante messe a dimora in questo periodo, che sfruttano l'autunno per radicare: per loro mantieni un apporto regolare, anche se distanziato, fino alle prime piogge consistenti, programmando la loro zona in modo indipendente. Se il terreno è argilloso o in pendenza, preferisci due cicli brevi ravvicinati a uno lungo, così l'acqua penetra invece di scorrere via. Il sensore pioggia è l'accessorio che in autunno rende di più: blocca il programma quando ha già piovuto e ti risparmia di correggere a mano la centralina dopo ogni perturbazione.

Quando spegnere il programmatore e come prepararlo all'inverno

Con le prime piogge regolari e le temperature minime in calo deciso, di solito tra fine ottobre e novembre a seconda della zona, arriva il momento di sospendere l'irrigazione automatica. Non azzerare i programmi: usa la posizione di spegnimento o la sospensione pioggia della centralina, così in primavera ritrovi le impostazioni e devi solo riportarle sui valori estivi. Se il tuo è un programmatore a batteria montato sul rubinetto, staccalo, togli le pile per evitare perdite e riponilo in casa al riparo dall'umidità. Prima che arrivi il gelo, chiudi il rubinetto di alimentazione e svuota tubazioni ed elettrovalvole: l'acqua che ghiaccia nei corpi in plastica li spacca e il danno si scopre solo alla riaccensione. Se la centralina resta all'esterno, verifica che la custodia chiuda bene e che i collegamenti elettrici siano asciutti. Approfitta di questa pausa anche per un ultimo giro di controllo: irrigatori che non rientrano, gocciolatori ostruiti, bordi del prato sempre bagnati o sempre secchi ti indicano dove rivedere la programmazione quando riaccenderai l'impianto, con un giardino che in primavera riparte senza sorprese.

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